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Chi siamo
Presentazione
Un luogo per le fonti, la ricerca e la memoria del Veneto contemporaneo.
La storia del Centro
Il Centro Studi Ettore Luccini è l’Istituto storico della Resistenza di Padova, affiliato alla Rete Parri. Nasce a Padova nel 1985 per raccogliere, conservare e rendere accessibili le fonti della storia del movimento operaio e popolare veneto. La sua origine è legata a un’esigenza concreta: impedire che documenti, libri e testimonianze dell’impegno politico e sindacale andassero dispersi, trasformandoli in un patrimonio aperto alla ricerca e alla cittadinanza.
L’occasione iniziale è il trasferimento della federazione padovana del Partito comunista italiano. Durante il trasloco vengono recuperate carte, pubblicazioni e opuscoli. Giovanni Nalesso, già segretario della Camera del Lavoro e primo presidente del Centro, sostiene la necessità di salvarli e valorizzarli. Nella nuova sede vengono riservate due stanze alla documentazione; un gruppo di volontari, coordinato da Vittorio Marangon, già sindaco di Selvazzano e presidente delle ACLI padovane, ne avvia il riordino.
Le carte della federazione del PCI costituiscono il primo nucleo archivistico. Documentano l’organizzazione del partito, i congressi, le campagne politiche, i rapporti con gli enti locali e la partecipazione dei militanti dal secondo dopoguerra. Il loro recupero permette di studiare non soltanto dirigenti e grandi avvenimenti, ma anche il lavoro quotidiano delle sezioni, la formazione politica e le forme della partecipazione popolare.
Dalla fine degli anni Ottanta arrivano gli archivi della CGIL e delle Camere del Lavoro, insieme a numerosi fondi personali. Militanti, sindacalisti, amministratori e parlamentari affidano al Centro le testimonianze della propria attività. Il patrimonio si allarga a esperienze comuniste, socialiste e cattoliche: il Luccini diventa un luogo di conservazione delle diverse culture del lavoro e della democrazia nel territorio veneto. Questa pluralità, presente fin dagli inizi nel lavoro dei volontari, caratterizza la sua identità.
Nel 1996 i fondi archivistici sono dichiarati di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Veneto. Alla raccolta delle carte si accompagna la crescita della biblioteca, alimentata da donazioni e lasciti: libri e opuscoli conservano le letture e gli strumenti di formazione di più generazioni. Nel 1997 la convenzione con l’Università di Padova e l’ingresso nel Polo SBN Universitario Veneto rafforzano l’accessibilità del patrimonio librario.
Il nome ricorda Ettore Luccini (1910–1978), insegnante di filosofia e promotore di una cultura aperta al confronto, protagonista dell’esperienza del Circolo del Pozzetto. La sua biblioteca è uno dei nuclei storici del Centro: un’eredità che unisce la conservazione dei libri all’attenzione per la conoscenza e per la formazione civile.
Fin dai primi anni il Luccini affianca alla tutela delle fonti l’attività culturale ed editoriale. Pubblicazioni, incontri e progetti di ricerca estendono progressivamente il lavoro del Centro dalla conservazione alla restituzione pubblica della storia.
Le attività, in breve
L’archivio comprende 144 fondi, circa 6.000 faldoni e 600 metri lineari di documentazione. Accanto alle carte di partiti e organizzazioni sindacali conserva archivi personali, testimonianze del mondo del lavoro e materiali di associazioni e consigli di fabbrica. Riordino, inventariazione e digitalizzazione ne favoriscono la consultazione e l’impiego nella ricerca.
La biblioteca, aperta al pubblico, conserva oltre 40.000 titoli tra volumi e opuscoli. Le raccolte riguardano soprattutto la storia contemporanea, il movimento operaio e democratico, il pensiero filosofico e la storia di Padova e del Veneto. La convenzione universitaria e il catalogo del Polo SBN consentono di individuare i materiali; consultazione e prestito sono regolati dalle condizioni del servizio.
Il patrimonio comprende inoltre circa 14.000 immagini, in parte digitalizzate, una raccolta di circa 3.000 manifesti e materiali audiovisivi e di storia orale. Fotografie, interviste e documenti della comunicazione politica permettono di affiancare alle carte scritte altri modi di conoscere il passato.
Il Centro sostiene studiosi, studenti e ricerche sul territorio, organizza presentazioni, convegni e mostre, promuove pubblicazioni e risorse digitali dedicate alla Resistenza e alla storia politica e sociale. Accoglie percorsi di formazione e tirocinio e valorizza il contributo di soci e volontari: conservare, studiare e condividere le fonti sono parti dello stesso impegno.
Archivi e ricerca: il gruppo di lavoro
Accanto ai docenti, ai ricercatori e ai volontari del CSEL, un gruppo di giovani contribuisce in modo decisivo al lavoro del nostro Centro. Dal riordino degli archivi alla ricerca storica, dalla digitalizzazione alla realizzazione di pubblicazioni e portali, il loro impegno sostiene le attività quotidiane del Centro e lo sviluppo di nuovi progetti. Presentiamo qui le persone, i loro percorsi di formazione e gli ambiti nei quali collaborano.
Angelo Giocoli
Laureando in Storia · Università di PadovaScuola Galileiana
Collabora in maniera continuativa al CSEL e coordina diversi progetti di archivio e ricerca sui fondi PCI di Padova.
Maicol
Laureando in Storia · Università di Padova
Collabora alle attività di ricerca del Portale della Resistenza padovana e al riordino dell’archivio PCI di Padova.
Gabriele
Laureato in Storia · Università di Padova
Collabora al riordino dell’archivio PCI di Padova e al Portale dei bombardamenti in Veneto, promosso dagli Istituti storici della Resistenza del Veneto.
Edoardo Compagno
Studente del corso di laurea triennale in StoriaUniversità di Padova
Collabora al Portale della Resistenza padovana.
Lorenzo
Diplomando alla Scuola di archivistica di Venezia
Collabora al riordino degli archivi e al lavoro sui nuovi fondi del Centro.
Riccardo Aramini
Dottorando · Università di Torino
Collabora alle attività di digitalizzazione e alla progettazione di portali.