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- fonti di memoria -
pubblicazione per la celebrazione del
60° anniversario della Resistenza Italiana

DICEMBRE 2003

Francesco Sabatucci
IL PARTIGIANO CIRILLO-FRANCO
Comandante della Brigata Garibaldi “Padova”


Francesco Sabatucci è stato uno degli uomini della Resistenza veneta e padovana più affascinanti. La sua lucidità e il suo coraggio, la capacità di guidare gli uomini in imprese rischiose, contribuirono a fare di lui un personaggio eroico. Le sue capacità di guida, strategica e politica, dell'azione partigiana tra Treviso e Padova, erano riconosciute e note ai più prestigiosi esponenti antifascisti e, anche grazie a questo, Sabatucci assunse rapidamente un ruolo chiave: quello di comandante della Brigata Padova. Purtroppo questa esperienza fu l'ultima del giovane Sabatucci che, tradito da una spia fascista, fu catturato e fucilato all'età di 23 anni, in via Configliacchi, nei pressi di Prato della Valle.

Sabatucci si distinse per il suo rigore morale e per la sua rettitudine, per la sua inflessibilità come uomo e come resistente. E' esemplificativo l'episodio della banda del Min, gruppo di banditi che si affiancavano alla resistenza nel Cansiglio. Sabatucci si mise a disposizione del commissario politico delle brigate Mazzini, che catturati i membri della banda, destituì i capi che non erano intervenuti per difendere l'onore e la credibilità dei partigiani.

Questo episodio dimostra ancora una volta l'infondatezza delle tesi revisioniste che tendono a rappresentare la Resistenza come una serie di bande dedite ad azioni deplorevoli. Sabatucci, uno dei più rigorosi capi brigata, introdusse regole ferree di condotta, che proibivano, ad esempio, l'ubriachezza ed il furto, punendo i colpevoli con la pena di morte. Sabatucci era consapevole del fatto che la lotta partigiana non poteva avere successo senza l'appoggio e il rispetto della popolazione. Per questo i partigiani, secondo Sabatucci, dovevano, oltre che assolvere al proprio ruolo militare, essere anche un esempio morale.

Sabatucci non trascinava i suoi uomini con la forza della retorica, semmai con il silenzio e l'azione quotidiana. Ma, nonostante fosse chiaramente un uomo d'azione, conosciuto per la sua abilità tattica, Sabatucci si propose di elaborare un progetto organico di riorganizzazione delle brigate nel Veneto, progetto che iniziò a scrivere in un documento rimasto incompiuto: un'autorevole testimonianza del suo contributo anche teorico al movimento resistenziale.

In Sabatucci si conciliano l'impeto e la forza di un giovane. Cresciuto sotto il regime fascista, matura un desiderio di libertà e di riscatto che lo porteranno a scegliere l'esperienza resistente.

Questa pubblicazione vuole essere un contributo affinché Francesco Sabatucci e le sua storia non vengano dimenticati. A tanti anni di distanza, la sua scelta di dedicare fino alla fine la propria vita contro l'oppressione nazifascista, rimane per noi un esempio straordinario di impegno politico e civile per la libertà del nostro Paese.

Helene Zago
Democratici di Sinistra di Padova

Umberto Zampieri
Segretario Provinciale–Sinistra giovanile di Padova

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