manifestazione antifascista a Padova nei primi anni Settanta(immagine tratta dal nostro Archivio fotografico)
il 60°
della Resistenza
1945-2005
area dedicata alle iniziative del
Comitato per il 60° a Padova
Le ragioni per parlare
della guerra di Liberazione
Il 60° della Liberazione, che rappresenta anche l'anniversario della fine della 2a guerra mondiale, costituisce un'occasione importante per ricordare il passato quale fondamento del presente, per rileggere, nello stesso tempo, la storia con gli occhi e il diritto che ogni nuova generazione ha, se vuole, di costruire il proprio futuro.
Riteniamo necessario uscire dallo schema che ancor oggi si incentrano le celebrazioni del 25 Aprile,
troppo focalizzate nei 20 mesi della guerra di Liberazione che impediscono la comprensione della portata , del valore e delle conseguenze che le Resistenze hanno avuto nella vita del popolo e della società italiana.
Solo inserendo la Liberazione nel contesto più vasto e generale del periodo si riesce a far emergere, in maniera evidente, lo scontro drammatico che ci fu tra le diverse concezioni del mondo che furono al centro della 2° guerra mondiale antifascista: il nazismo e i fascismi che con la guerra volevano imporre il " nuovo ordine " mondiale e il dominio totale della "razza superiore" contro le "razze inferiori" sterminandone alcune (ebrei, gay, zingari ecc.); dall'altra una coalizione (gli alleati) che, malgrado le sue contraddizioni, afferma i principi dello Stato di diritto, della libertà, della democrazia, della solidarietà, dell'impegno alla pace contro la guerra, dei diritti umani e di cittadinanza senza alcuna distinzione.
Tali valori furono confermati con la costituzione dell'ONU e in Italia si concretizzarono con l'autodeterminazione del nostro popolo, con la Costituzione Repubblicana e poi nei fatti della vita quotidiana.
Dentro questo scontro, con la sconfitta del nazismo e del fascismo, c'è la fine della guerra civile nel nostro Paese, iniziata nel 1919 dallo squadrismo fascista. Ciò ci deve portare a riflettere sui motivi delle carenze che si sono avute nel dare origine ad una memoria pubblica sulla storia della Nazione che, tra l’altro, non ha agevolato il popolo italiano a fare i conti con il proprio passato.
Pur tra errori e limiti, non va dimenticato che la cultura antifascista che ha permeato il nostro Paese, ha consentito la salvaguardia e lo sviluppo della libertà e della democrazia contro ogni tentativo di limitarle e o sopprimerle.
Il Comitato, con questo spirito e con questi obiettivi, ha definito un programma di iniziative articolato in singoli progetti indirizzati in particolare agli studenti delle scuole medie di primo e secondo grado, all’Università, ai lavoratori di singole imprese, agli anziani, ai cittadini in genere attraverso iniziative concordate con gli Enti Locali, i Consigli di Quartiere, le scuole e le Organizzazioni Sindacali.
Il Comitato per il 60°
Il Comitato per il 60° è composto, oltre che dal CSEL che cura l'organizzazione delle iniziative, da:
A.N.P.I., Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
F.I.V.L., Federazione Italiana Volontari della Libertà
V.L., Volontari della Libertà
CGIL-Camera del Lavoro
CGIL-S.N.S., Sindacato Scuola
CGIL-S.P.I., Sindacato Pensionati
AUSER, Associazione per l’autogestione dei servizi e della solidarietà
U.P.E.L., Università Padovana dell’Età Libera
e dalle seguenti associazioni studentesche:
A.S.U.
Art. 34
Studenti Punto Net
U.d.S.
Scarica il programma del 60°