PROGETTO
per l'ordinamento, l'inventariazione
e l'informatizzazione
dei fondi archivistici
del Centro Studi Ettore Luccini
di Evelina Piera Zanon
1. Centro Studi “Ettore Luccini”
Il Centro Studi “Ettore Luccini” (CSEL) è
un’associazione di fatto senza finalità di lucro.
Fondato a Padova il 22 ottobre 1985, con sede in via Beato
Pellegrino 16 (tel. 049/8755698), è presieduta da Giovanni
Nalesso.
Gli scopi principali dell’associazione, precisati nello
Statuto agli articoli 2 e 3, sono quelli di raccogliere, ordinare,
conservare e mettere a disposizione degli studiosi documentazione
attinente alla storia del movimento operaio e popolare padovano
e veneto: libri, giornali, riviste, saggi, elaborazioni diverse
e tesi di laurea. L’associazione promuove e organizza
attività di ricerca, di studio e di divulgazione, cura
la pubblicazione della rivista “materiali di storia.”
e di libri attinenti alla storia moderna e contemporanea,
organizza convegni, conferenze, corsi di formazione e aggiornamento
ed istituisce borse di studio, dispone di un’emeroteca,
di una biblioteca (più di 16.000 volumi) e di un archivio.
Il centro è aperto dal lunedì al venerdì
dalle ore 9.00 alle 12.30 e il giovedì pomeriggio dalle
15.30 alle 19.00.
2. Archivio
L’archivio del Centro Studi è costituito da
numerosi fondi, depositati a diverso titolo nel corso dei
quindici anni di attività ed è diretto da Vittorio
Marangon. Si tratta degli archivi del PCI-PDS di Padova, delle
Camere del lavoro (CGIL) di Padova, Venezia (spezzoni) e Vicenza
(spezzoni) e di archivi di esponenti del mondo politico, sociale
e culturale veneto, in particolare sindacalisti, deputati,
politici, avvocati, insegnanti e docenti universitari.
Due sono i principali locali adibiti ad archivio, uno al pianterreno,
l’altro in un piano interrato, recentemente interessato
da lavori di ristrutturazione e messa a norma degli impianti.
Negli stessi locali è conservata anche una parte del
patrimonio librario. Una piccola sala studio adiacente è
a disposizione per le ricerche.
L’archivio è stato dichiarato di notevole interesse
storico dalla Sovrintendenza archivistica per il Veneto, con
notificazione 22 luglio 1996.
3. Obiettivi del progetto
Al fine di assicurare una migliore conservazione del patrimonio
archivistico e di rispondere alla crescente domanda degli
studiosi, si rendono opportuni i seguenti interventi:
· censimento analitico: individuazione degli enti produttori
e delle principali articolazioni dei fondi
· riordino dei fondi che presentano maggiori problemi
di individuazione e movimentazione della documentazione
· inventano informatizzato di tutti gli archivi
· stampa dell’inventario
· messa in rete via Internet della banca dati
· pubblicazione a stampa dell’inventario
4. Stato attuale dell’archivio
I fondi sono costituiti da materiale eterogeneo: relazioni,
appunti, opuscoli, articoli di giornale, corrispondenza, carte
contabili e amministrative. La maggior parte della documentazione
va dal 1945 ai giorni nostri, ma alcuni archivi conservano
documenti dalla fine del XIX secolo.
Tutta la documentazione è stata raccolta, collocata
in buste e sommariamente identificata dall’archivista
Vittorio Marangon, ad eccezione di una parte esigua conservata
sciolta su scaffali metallici, ancora da sistemare (circa
un metro lineare). il materiale è riunito secondo criteri
prevalentemente cronologici e tematici. Nella maggior parte
dei casi, tuttavia, non esiste un rigoroso ordinamento; per
alcuni fondi esso non è stato completato o non è
comunque sufficiente all’individuazione dei pezzi. Prima
di procedere all’informatizzazione sarebbe quindi opportuno
un preliminare riordino, in particolare per fondi cospicui
come quelli delle Camere del lavoro di Padova e Vicenza e
del PCI-PDS di Padova.
La numerazione dei diversi archivi è autonoma, ma attribuita
secondo criteri non omogenei: il numero di corda può
essere unico per tutto il fondo o ricominciare ad ogni serie;
quest’ultimo caso rende problematica l’identificazione
delle buste, poiché la loro sequenza può non
essere corretta e i dorsi presentare numerose e fuorvianti
indicazioni (è il caso del fondo della Camera del lavoro
di Padova). Alcune buste o interi complessi documentani, infine,
sono privi di numerazione.
Lo stato di conservazione della documentazione è generalmente
buono; alcune buste dovrebbero invece essere sostituite.
Attualmente gli unici strumenti disponibili per accedere ai
fondi sono alcuni elenchi di consistenza, più o meno
analitici.
5. Struttura e consistenza dell’archivio
Nel corso delle ricognizioni effettuate nei giorni 29 luglio,
9, 10, 11 agosto e 30 ottobre 1999 è stato condotto
un censimento sommario teso a identificare i fondi archivistici
conservati, la consistenza, lo stato di ordinamento e le serie
principali (cfr. “Censimento dei fondi”).
Sono stati individuati n. 27 archivi, la cui consistenza complessiva
è di n. 1865 buste, per un totale di circa 4211 unità
archivistiche.
L’archivio è soggetto ad ulteriori incrementi
costituiti da nuovi fondi o da documentazione afferente a
quelli già depositati.
Si stima che per l’inventaria.zione di tutti gli archivi
siano necessarie n. 4439 schede, numero da verificare al termine
del lavoro.
Il grado di analiticità descrittiva potrà variare
da fondo a fondo, a seconda dello stato di ordinamento e delle
tipologie documentarie di ogni singolo archivio. Le schede
di vario livello sono approssimativamente così suddivise:
· Schede ente ·
Schede fondo · Schede serie · Schede
unità |
n. 1
n. 27
n. 200
n. 4211 |
|
| Totale schede |
n. 4439 |
6. Tempi di realizzazione
Il progetto proposto prevede tre fasi distinte della durata
complessiva di circa tre anni. Il lavoro dovrà essere
condotto da un archivista diplomato con esperienza di inventariazione
informatica. Il Centro metterà a disposizione n. 2
volontari per le operazioni previste di sostituzione o creazione
ex novo delle unità di confezione con relativa etichettatura.
6.1 Prima fase (I anno)
· Censimento analitico dei fondi teso a verificare
i dati fin qui raccolti relativi alla loro consistenza e struttura.
Se necessarie, verranno condotte eventuali operazioni di riordino
per rendere possibile l’individuazione delle
· principali serie archivistiche.
· Elaborazione di n. 1 scheda ente relativa all’Archivio
del Centro Studi “Ettore Luccìni”.
· Elaborazione di n. 27 schede archivio (fondo): notizie
relative all’ente produttore, descrizione dei fondi,
consistenza, estremi cronologici, caratteri estrinseci della
documentazione.
· Inventariazione ed elaborazione di n. 20 schede archivio
(serie, eventuali sottoserie) e n. 1500 schede unità
del fondo del PCI-PDS di Padova (n. 1).
Schede complessive previste n. 1548 schede (ente, archivio
e unità).
6.2 Seconda fase (II anno)
· Elaborazione di n. 185 schede archivio (serie e sottoserie)
corrispondenti alle principali articolazioni dei fondi nn.
3-27. Eventuali interventi di riordino.
· Inventaniazione ed elaborazione di n. 931 schede
unità relative ai fondi nn. 3-27.
Schede complessive previste n. 1116 schede (archivio e unità).
6.3 Terza fase (III anno)
· Riordino del fondo della Camera del lavoro di Padova
(CGIL di Padova).
· Elaborazione di n. 20 schede archivio (serie) del
fondo della Camera del lavoro di Padova (CGIL di Padova).
· Inventaniazione ed elaborazione di n. 1755 schede
unità.
Schede complessive previste n 1775 schede (archivio e unità).
7. Metodologia di schedatura
Le schede saranno redatte secondo gli standard descrittivi
internazionali (ISAD, ISAAR) anche nella prospettiva di un
inserimento della banca dati in più ampi sistemi informativi
archivistici.
Verrà concordato con la Soprintendenza archivistica
del Veneto e con il Ministero per i beni e le attività
culturali - Ufficio centrale per i beni archivistici l’utilizzo
dello specifico programma, scelto tra "Anagrafe",
(con la prevista possibile lettura in "Arcana" o
"Arianna"), "Arianna", "Sesamo"
o altri.
Padova, 27 dicembre 1999
Evelina Piera Zanon
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