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Consigli di Fabbrica

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ARCHIVIO FOTOGRAFICO CSEL
ultimo aggiornamento: ottobre 2004


I Consigli di Fabbrica (CdF) nascono dalle rivendicazioni operaie della seconda metà degli anni '60 e

« … sono organismi di rappresentanza più diretta e capillare dei lavoratori rispetto alle Commissioni Interne, in quanto vengono costituiti da delegati eletti dai singoli gruppi, linee, reparti o officine, quali rappresentanti di “gruppi omogenei” di lavoratori, cioè da coloro che assolvono le stesse mansioni oppure operano nella stessa sezione dell'impresa. Le Commissioni Interne, al contrario, vengono elette su liste globali distintamente per operai e impiegati per l'insieme dell'azienda o dello stabilimento.
Inoltre, pur partecipando alle votazioni per le Commissioni Interne e per i Consigli di Fabbrica tutti i dipendenti iscritti e non iscritti al sindacato, le candidature per le CIvenivano presentate da ciascun sindacato con propria lista, mentre nel caso dei Consigli di Fabbrica le candidature sono presentate unitariamente dai tre sindacati più rappresentativi (CGIL, CISL, UIL), senza distinzione di lista»

La nascita dei Consigli di Fabbrica è stata spontanea e priva di una volontà istituzionalizzatrice poiché all'inizio i delegati di reparto si pongono come una possibile alternativa alle Commissioni interne e come una soluzione al bisogno dei lavoratori di una maggiore democratizzazione sindacale.

La normativa (L. 300/1970) era, tuttavia, già stata varata e, in via di diritto, solo i membri delle Rappresentanze sindacali aziendali (Rsa) godevano dei diritti sindacali e dei poteri di contrattazione in azienda, anche se queste, però, rappresentavano solamente gli iscritti al sindacato. Quindi, la soluzione fu quella di superare i conflitti attraverso la sintesi unendo le caratteristiche della vecchia Ci, senza alcun potere formalizzato ma rappresentante di tutti i lavoratori, e della nuova Rsa per cucire un abito al CdF con il quale potersi sedere al tavolo delle trattative e delle rivendicazioni aziendali.

Il CdF risente più di tutti gli altri organismi di rappresentanza dei lavoratori della fine dell'unità sindacale perché esso nasce come forma di rappresentanza unitaria dei lavoratori e in un certo senso è l'artefice di quel periodo.

«Da allora delegati e Consigli diventarono il punto più critico dell'organizzazione sindacale. Lo si constatò con le contestazioni che le tre centrali subirono anche in fabbrica ove le strutture di base avevano avuto un ruolo importante. [...] Ciononostante, in varie situazioni i delegati e i loro Consigli mantennero una vitalità insperata e un buon seguito, ma soltanto tra gli operai».

Questa la situazione, per lasciare l'analisi generale a beneficio del caso particolare, è quella presente nello stabilimento della Galileo Industrie Ottiche di Marghera dove l'istituto del CdF. sopravvive fino alla fine (per ora) dell'attività produttiva anche se, nella documentazione, troviamo traccia di sue temporanee scomparse come ad esempio dal 1974 al marzo del 1975 circa quando riaffiora la Rsa.

Tratto da La Memoria del Lavoro: le carte del Consiglio di Fabbrica della Galileo Industrie Ottiche (1947-2000) , pg. 72-76, Centro studi Luccini, 2003

Il fondo è costituito da n. 663 unità fotografiche ed è diviso in 1 sottofond0 così ordinati: Consiglio di Fabbrica Galileo Industrie Ottiche

 

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INDICE dei fondi:

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  3. API
  4. CISL
  5. Consigli di fabbrica
  6. Democratici di Sinistra
  7. Donazioni
  8. Federazione Cgil-Cisl-Uil
  9. PDS
10. UDI

 

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